L’opera si muove sul confine tra finzione e realtà, costruendo un’immagine che si presenta come prova di un’assenza impossibile. “Places where I might find Laura Palmer“ è parte di una ricerca visiva che esplora il paesaggio attraverso l’eco di Twin Peaks, rievocando l’estetica della serie e il suo linguaggio televisivo.

Qui la fotografia diventa una falsa testimonianza, un tentativo di ritrovamento che sfugge costantemente alla verità. La scena è una ricostruzione, ma al tempo stesso un’immersione nell’atmosfera perturbante della narrazione lynchiana, dove ogni luogo può trasformarsi in un indizio e ogni immagine in un enigma irrisolto. 


Testo di Etta Polico
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